Luciana Gravina. Il significante dialettico tra ombra e spazio nelle opere di Salvatore Giunta
Nelle opere di Salvatore Giunta c’è u na precisione quasi ossessiva, dove neanche un millimetro e neanche un segno sono lasciati al caso. Dovrebbe tranquillizzare la bellezza di uno spazio dove tutto è costruito secondo un progetto, dove linee, forme, evidenze cromatiche, contingenze materiche riabilitano il caos, non foss’altro per la resa estetica , risultato estremo della fusione di esprit de finesse e di esprit de géométrie. E invece, dietro lo sguardo, la mente parte per viaggi di linee rette o curve, di eleganti angoli acuti, di graffi e di bugnati, di imperturbabili piccole sfere a reggere equilibri incuranti del baricentro. Che si tratti di sculture o altro, esse vivono il sogno di forme insofferenti che sbottano spesso da un foglio e si offrono in tagli, pieghe, esplosioni di geometrie asimetriche. Sono opere da guardare in silenzio, respirando piano, come se il fiato di chi è al fuori potesse infrangere la pareti di cristallo del...




