Ciao,
Venerdì, 8 giugno, è stato presentato il mio più recente libro di poesia presso Aleph in Trastevere a Roma.
I relatori sono stati eccezionali. Anche Luigi Celi, che ha introdotto l'evento parlando del mio libro.
Le letture sono state fatte da due veri esperti: Giulia Perroni e Simone Fusai.
Prossimamente posterò l'intervento di Claudia Pagan.
Intanto vi passo il testo poetico che Carlo Livia mi ha dedicato, oltre alla sua analisi critica.
Vestibolo
(di pensieri accecanti)
Per Luciana Gravina
La più antica nudità vaga sonnambula nel vento Cerca un valico d’acqua
lustrale per attraversare la morte Il fulmine lascivo, armato di pensieri affilati
viola il grembo della notte Una mano senza vita emerge dal ritratto e
capovolge l’universo E’ il sogno delle vergini silenziose, rinchiuse nell’eclissi
immobile che nasconde il grande amplesso Non è il peccato ma la bellezza
della Dea scomparsa che imprigiona l’Essere nello scrigno al di là della parola
Il tempo che resta è un cielo troppo sottile per vestire di sogno la follia dell’amore
Che seduto in fondo al cielo invoca ancora la luce dell’istante infinito
Carlo Livia
lunedì 11 giugno 2012
venerdì 1 giugno 2012
Presentazione del mio volume di poesia "L'infinito presente"
Sarà presentato il giorno 8 giugno, p.v. alle ore 17,30, presso Aleph, in Roma, vicolo del Bologna, 72.
Relatori:
Claudia Pagan e Carlo Livia
Lettori:
Giulia Perroni e Simone Fusai
Ovviamente sarò presente.
Relatori:
Claudia Pagan e Carlo Livia
Lettori:
Giulia Perroni e Simone Fusai
Ovviamente sarò presente.
Non mi ricordo dove l'ho scritto
“la parola non è accolta dall’orecchio, ma gli sbatte contro e cade sulla pelle, perché è bene che entri dalla pelle e dai pori e che sbattendo faccia pelle d’oca”.
Del mio libro "M'attondo il giorno": una riflessione di Maria Pina Ciancio
Ho riletto, dopo tanto temo, questa riflessione critica di Maria Pina Ciancio sul mio volume "M'attondo il giorno" e ve la propongo.
LUCIANA GRAVINA è
nata a Buonabitacolo in provincia di Salerno, ha vissuto in Lucania per
più di vent’anni e attualmente vive Roma. Nel tessuto della poesia di
Luciana Gravina, pulsano i fili di un’eclettica cultura che si dispiega e
si dipana in un gioco di intersezioni, rimandi, opposizioni, che
avviluppano e catturano il lettore in un vortice di stordimento in cui
spesso “la parola –come lei stessa scrive – non è accolta dall’orecchio,
ma le sbatte contro e cade sulla pelle, perché è bene che entri dalla
pelle e dai pori e che sbattendo faccia pelle d’oca”. Concettosa,
difficile, talvolta inafferrabile e oscura, come lo è la vita e
l’essenza profonda dell’esistere, la Gravina porta nei suoi scritti
tutto un vasto esperienziale conscio e inconscio di donna-poeta,
e tenta attraverso l’antisintassi e la deformazione della parola, il
recupero della parola stessa nei suoi connotati primordiali e originari.
Si rintraccia tra i versi di M’attondo il giorno
un rifiuto dall’ovvio e della staticità: la sua poesia è magmatica e in
movimento, aperta ad associazioni di senso e a soluzioni sempre nuove,
vertiginose e mai scontate.
by Maria Pina Ciancio
Maria Pina Ciancio è scrittrice, critico letterario e poetessa di valore
Grazie, Maria Pina
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